"Se avessi un figlio gay lo brucerei nel forno": CHIEDIAMO IMMEDIATE DIMISSIONI DI GIOVANNI DE PAOLI firma ora

Come "Comitato per gli Immigrati e contro ogni forma di discriminazione", davanti a queste eventuali parole di GIOVANNI DE PAOLI, il consigliere della Lega Nord presso la REGIONE LIGURIA:

 

"SE AVESSI UN FIGLIO OMOSESSUALE, LO BRUCEREI NEL FORNO"

 

chiediamo le sue immediate dimissioni non soltanto perché una frase del genere sarebbe molto grave nei confronti dei bambini e genitori degli Omossessuali ma è anche per il solo richiamo ai forni dove le persone, come noi Jugoslavi e gli Ebrei, venivamo bruciati nei campi di concentramento.  

 

Aleksandra Matikj(ć)

(Presidente del Comitato per gli Immigrati e contro ogni forma di discriminazione)

 

Genova, 10 febbraio 2016

 

Fonte: (http://genova.repubblica.it/cronaca/2016/02/10/news/regione_liguria_il_consigliere_leghista_se_avessi_un_figlio_omosessuale_lo_brucerei_nel_forno_-133119364/)

"Se avessi un figlio omosessuale, lo brucerei nel forno": ha gelato i gesti e le parole dei suoi interlocutori, rappresentanti dell'associazione Agedo, il consigliere regionale ligure della Lega Nord, Giovanni De Paoli che avrebbe pronunciato, secondo loro, la frase al termine di un incontro in Regione Liguria.

"Ci siamo sentiti gelare il sangue, perché parlava anche di nostro figlio - dice ancora scossa Stefania Gori, rappresentante Agedo, Associazione genitori di omosessuali, cui era rivolta la frase, con il marito Manrico Polmonari - credo che sia allucinante questo comportamento, tanto più da un rappresentante pubblico".
Al termine della seduta della commissione regionale in cui si discuteva di legge regionale sulla famiglia e in cui erano stati ascoltati i rappresentanti del coordinamento Rainbow, che da due anni riunisce molte sigle regionali del mondo Lgbt e di Amnesty, il consigliere De Paoli si è trattenuto a parlare con alcuni di essi, tra cui Stefania Gori e Manrico Polmonari, entrambi rappresentanti Agedo, delegati per partecipare alla commissione.

"Il consigliere De Paoli stava dicendo che non condivideva l'omosessualità- spiega ancora Gori - e noi ribattevamo, ma tutto avveniva con grande calma, l'importante è che ci sia amore, tra due persone. A quel punto, mio marito, Manrico Polmonari, ha chiesto al consigliere cosa avrebbe fatto se avesse scoperto che suo figlio è omosessuale. E De Paoli ha risposto con quella terrificante frase: "se mio figlio fosse omosessuale lo brucerei nel forno".

Il consigliere regionale oscilla tra la smentita e la conferma di una posizione comunque netta. "Non ho detto quella frase -dice il consigliere De Paoli - ma sono tradizionalista, lo ammetto. Non potrò mai ammettere quelle cose dei figli omosessuali. Dite che ho esagerato? Dico sempre la verità. É quello che pensa la gente. La famiglia è un papà e una mamma, un nonno e una nonna. Cosa farei se avessi un figlio omosessuale? Se fosse una malattia lo curerei, ma invece penso sia un vizio e non ci sarebbe nulla per guarirlo". E aggiunge: "Io non chiedo scusa a nessuno, io non parlavo di loro, parlavo di cose mie, di cosa avrei fatto io, parlavo della mia posizione. E la commissione era finita". De Paoli è un fiume in piena e non fa un passo indietro: "Sono viziati, viziosi, e mi fanno solo pubblicità".

La famiglia, e anche l'associazione stanno meditando di rivolgersi a un legale, ma la prima reazione è stata soprattutto "un grande dolore abbiamo provato, e paura, prima della rabbia" dice Stefania Gori.

“O De Paoli smentisce in maniera netta di aver pronunciato quella frase orribile e prende le distanze da una posizione del genere oppure si dimetta immediatamente dalla sua carica, con tanto di pubbliche scuse sue e del suo partito - dice il consigliere regionale M5S Francesco Battistini, che si rivolge poi direttamente al governatore Toti - la Regione si dissoci con forza dalla frase incriminata e da un pensiero pericoloso di questo".

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diritti umani, lega nord, regione liguria

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