No alla scarcerazione di Neri, Chiriaco, Valdes e Introini firma ora

Nel nostro ordinamento esistono tre motivi sufficienti per la carcerazione preventiva: rischio di reiterazione del reato, di fuga, di inquinamento delle prove. L'ultimo di questi pericoli ci sembra particolarmente forte nel caso di 4 pavesi arrestati in seguito alle indagini sulla 'ndrangheta del luglio 2010: Pino Neri, Carlo Chiriaco, Giovanni Valdes e Alfredo Introini. Devono inoltre sussistere gravi indizi di colpevolezza. A carico di questi quattro individui gli indizi sono gravissimi: basta una rapida lettura delle intercettazioni per convincersene.

Neri, Chiriaco, Valdes e Introini, sia attraverso i loro avvocati sia attraverso subdoli appelli all'opinione pubblica comparsi sulla stampa locale e immediatamente raccolti da personaggi influenti di Pavia, stanno di recente tentando di ottenere la propria scarcerazione. A questo scopo utilizzano strumentalmente sia presunti problemi di salute, sia addirittura l'accusa di essere "torturati" per il solo fatto di essere tenuti agli arresti in attesa di giudizio. Noi che abbiamo ancora in mente le torture vere, quelle della caserma di Bolzaneto e della scuola Diaz di Genova nei giorni del G8 del 2001, avvenute sotto il governo della stessa parte politica cui appartengono Valdes e Chiriaco, inorridiamo di fronte a tanta faccia tosta.

Rammentiamo come questo copione fosse stato messo in scena anche dall'ex assessore provinciale Rosanna Gariboldi, che ha molte amicizie politiche in comune coi 4 arrestati a partire da suo marito Giancarlo Abelli; la sig.ra Abelli si proclamava innocente e vittima di persecuzione ancora pochi giorni prima che la sua colpevolezza venisse definitivamente riconosciuta.

Proprio la rete di appoggi presso influenti potentati nella politica e negli affari di cui godono Neri, Chiriaco, Valdes e Introini costituiscono un rischio di inquinamento delle indagini, che non sono ancora terminate. Ricordiamo che Valdes anche dopo la sua imputazione per turbativa d'asta a favore di interessi economici mafiosi, non si è dimesso dalla sua carica di sindaco di Borgarello e proprio per questa ragione è stato necessario ricorrere alla carcerazione preventiva. Né questo è l'unico caso: quasi tutti i politici coinvolti hanno fatto il possibile per mantenere le proprie posizioni di potere; sorge il dubbio che lo abbiano fatto proprio per avere una posizione privilegiata da cui cercare di "coprire le proprie tracce".

Se si desse ascolto alle sirene che chiedono la loro liberazione, si ostacolerebbe il raggiungimento della verità sulla presenza mafiosa a Pavia e a Borgarello, si darebbe un segnale di vera e propria omertà. Chiediamo all'opinione pubblica di avere un moto di ribellione contro l'impudenza dei potenti che scoprono quanto sia brutto stare in galera solo nei rarissimi casi in cui capita a qualcuno di loro.

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'ndrangheta, abelli, chiriaco, introini, mafia, neri, pavia, valdes

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