NO A NUOVI INSERIMENTI IN GAE E CONCORSI PER I NEOALILITATI DEI TFA. IL GOVERNO STABILIZZI IL PRECARIATO GIA' ESISTENTE. firma ora

Come riferito dal Ministero dell’Istruzione nella nota del 10 agosto riguardante le nuove formazioni di docenti “il 50% dell’ammontare complessivo delle cessazioni è destinato per legge agli aspiranti inclusi nelle graduatorie a esaurimento, il restante 50% resta appannaggio dei TFA (Tirocinio formativo attivo=corsi abilitanti di un anno), pur al netto degli esuberi Provinciali”. Il Ministero spiega così, e con ulteriori aggiunte, che dal 2012, nonostante le graduatorie ad esaurimento dei docenti precari di tutta Italia non saranno ancora esaurite, il 50% delle disponibilità delle docenze sarà riservato a nuovi docenti, neo laureati dei nuovi corsi universitari, che inoltre verranno formati non solo nella misura del 50% per le immissioni in ruolo, loro riservato ogni anno, ma addirittura in più per un ulteriore 40%. Questa azione politica, però, porterà più danni che altro, e vediamo nello specifico come, ricordando che si tratta di migliaia di posti di lavoro degli insegnanti precari e della continuità didattica degli alunni.
Da una parte ogni anno, per quattro anni, non solo la graduatoria ad esaurimento dei docenti già precari e già vincitori di concorso vedrà un allungamento del doppio del tempo previsto per l’immissione in ruolo, ledendo quel diritto acquisito appunto vincendo i concorsi e/o i corsi concorsi, Ssis (scuole di specializzazione post universitarie, della durata di due anni, e tre per il conseguimento del titolo abilitante al sostegno, uguali ai nuovi corsi TFA), che per legge prevedeva un’effettiiva disponibilità di cattedre entro tre anni dal conseguimento dell’abilitazione (si formava sulla base delle esigenze di assunzioni regionali su base provinciale e in considerazione del precariato esistente; e visto che ora riserveranno il 50% dei posti ai neo laureati o neo docenti con corsi TFA, non vi sono neanche motivazioni tecnico produttive per impedire l’immissione in ruolo dei precari già abilitati), ma poi si aggiungerà un ulteriore precariato dei neo formati, pari al 40% delle disponibilità, per un totale del 200% aggiuntivo in quattro anni, fino al 2016, rispetto a quello esistente nelle graduatorie ad esaurimento. Per cui già al terzo anno i nuovi corsi non garantiranno il ruolo per l’anno successivo, ma progressivamente tempi d’attesa di tre, quattro, ecc.., anni. Dall’altra, poi, danneggiando i docenti precari già abilitati, allontanando il ruolo, e tra l’altro impedendo la continuità didattica e la piena formazione professionale del docente da anni precario, si darà vita certamente a nuovi ricorsi di questi, soprattutto in merito alle formazioni per le scuole secondarie. Infatti, se esiste l’uguaglianza fra le persone e i lavoratori, visto che i nuovi TFA non sono differenti nella forma dalle scuole di specializzazione Ssis, anzi durano un anno in meno, non esiste il motivo per cui un nuovo formato debba accedere al ruolo attraverso una riserva del 50% dei posti, evidentemente su una graduatoria a parte, come si evince dal testo ministeriale (il Ministero non dice come, scrive solo che riserveranno il 50% dei posti per cessazione ogni anno). Per legge, vista l’uguaglianza, i nuovi formati dovrebbero essere inseriti nelle graduatorie ad esaurimento insieme agli altri, nel rispetto del punteggio acquisito, considerando che i docenti già presenti nelle graduatorie ad esaurimento oltre ai punti dell’abilitazione hanno anche quello maturato con le docenze e ulteriori titoli. MA CIO' NON E' POSSIBILE DOPO I TAGLI DI 150.000 POSTI attuati da questo governo. E’ ovvio quindi che deve innanzitutto essere tutelato il criterio di precedenza di DECINE DI MIGLIAIA DI PRECARI (230.000, per l'esattezza) che ATTENDONO DA ANNI CHE SI CONCRETIZZI IL LORO DIRITTO ALLA STABILIZZAZIONE. D’altronde, esistono addirittura altre motivazioni che non possono dare ragione ad una riserva del 50% dei posti per i futuri docenti formati con i TFA: anche il punteggio di partenza, rispetto ad un abilitato con il corso simile della Ssis, ma di due anni, non può essere uguale a questo. Infatti, il punteggio ha motivazioni tecniche e legali che non possono essere eluse, ma che in tanti sembra abbiano scordato in questa folle corsa contro i vecchi abilitati e per i nuovi corsi di formazione dei docenti. Ma precisiamolo. L’abilitazione conseguita con la Ssis dava 42 punti: dodici punti, come qualsiasi corso abilitante, cui si aggiungevano tre punti per anno, cioè sei, perché la Ssis era un vero e proprio corso universitario di due anni, valido quindi come un master di due anni. Poi a questi, visto che la Ssis, cioè la formazione per i docenti delle scuole secondarie, veniva svolta dopo la laurea, per cui si poteva già essere inseriti nelle graduatorie d’Istituto, e con la frequenza al mattino del tirocinio formativo nelle scuole pubbliche, venivano sommati altri ventiquattro punti, pari a dodici punti d’insegnamento per anno di Ssis. Il totale è, come scritto prima, 42. In base alle leggi di valutazione dei titoli e delle abilitazioni, i nuovi TFA, che durano un anno, sono simili alle Ssis (uguali corsi, didattica, lezioni, tirocinio, ecc…), per cui possono dare solo i dodici punti dell’abilitazione, più dodici pari ad un anno d’insegnamento, e tre come corso universitario pari ad un master annuale. In tutto, quindi, per il TFA il punteggio di abilitazione per l’inserimento in graduatoria è di 27. Ovviamente, davanti ai ricorsi che sicuramente nasceranno, non è possibilie che docenti formati con corsi equivalenti a quelli degli anni passati, vengano trattati in misura differente, tanto che a quelli neo formati, con un punteggio inferiore, vengano riservate il 50% delle disponibilità per l’inserimento in ruolo, superando in un anno gli altri che hanno già vinto i concorsi e o le scuole di specializzazione e hanno anni di precariato sulle spalle, valevoli in Europa per l’inserimento in ruolo.
Il panorama che si apre è quindi quello di una lunga serie di nuovi ricorsi (che saranno sicuramente vincenti per i docenti precari già abilitati), e di un aumento del precariato generale e dei neo laureati.
Ricordando che il superamento della selezione e dell’esame di Stato conclusivo delle scuole di specializzazione per l’insegnamento nelle scuole secondarie (medie e superiori), Ssis, era valido per legge come prova concorsuale, evidenziando l’uguaglianza dei nuovi corsi per docenti, TFA con laurea magistrale, CONSIDERATI I TAGLI AL PERSONALE SUBITI DALLA SCUOLA, LA SOLUZIONE SAREBBE QUELLA DI FORMARE I NUOVI DOCENTI, MA, NEL RISPETTO DEL DIRITTO DI PRECEDENZA, INSERENDOLI UNICAMENTE NELLA SECONDA FASCIA DELLE GRADUATORIE DI ISTITUTO, senza graduatorie a parte, e con il punteggio dato dal calcolo delle tabelle ministeriali.

GRUPPO FACEBOOK: “NO AI TFA. NO AGLI ALBI REGIONALI. NO ALLA PRIVATIZZAZIONE DELLA SCUOLA.”

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abilitazioni, esaurimento, graduatorie, istituto, ruolo, ssis, tfa

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