La TAV non deve uccidere l'Azienda il Serraglio firma ora

La TAV non può uccidere un’Azienda così!

Serraglio di Brunner Fulvia & C. sas Società Agricola”

La Dr.ssa Fulvia Brunner è un Medico Veterinario e gestisce l’azienda “Serraglio” dal 1996, quando

lasciò il suo lavoro di Ricercatrice al C.N.R. per seguire l’azienda fondata dal padre, l’Ing. Francesco

Brunner, nel 1951. Il Serraglio ha 65 anni di lavoro e di passione alle spalle! Quando negli anni ‘60 il

padre decise di importare per via aerea dal Canada, una sessantina di vacche dal patrimonio

genetico rilevante ai fini della produzione del latte, l’Azienda diventò un punto di riferimento per tutti gli allevatori interessati all’applicazione delle più moderne tecniche di allevamento.

Negli anni ’50 e poi ’70 il Serraglio venne espropriato per ben due volte

dallo Stato: prima per la costruzione, poi per l’ampliamento dell’Autostrada A4 BS/VR. Ci si dovette risollevare!

Negli ultimi 20 anni, la Dr.ssa Brunner (foto 1) ha portato il Serraglio ad essere una vera eccellenza nella Zootecnia bresciana. La mandria ha oggi circa 300 capi. Seguendo le orme del padre ha sviluppato l’azienda, sperimentando sempre nuove tecniche e facendo della selezione genetica il faro della crescita.

 

PATRIMONIO MONDIALE UNESCO

L’azienda si trova in Località Serraglio, a Desenzano del Garda. Tutta la sua campagna si trova all’interno della “buffer zone” (zona cuscinetto) del sito archeologico del “Lavagnone”(foto 2); è un abitato palafitticolo dell’età del Bronzo. Questo sito è un patrimonio mondiale dell’UNESCO. E’ incredibile che abbiano pensato di espropriare oltre 30 ettari di terra per fare la zonacantieristica della TAV in un’area di così alto valore storico e culturale! Serraglio

A causa dell’Autostrada A4 l’Azienda si è potuta sviluppare esclusivamente verso Sud, ottimizzando sempre spazi e logistica. E’ un vero sfregio che oggi la TAV Brescia/Verona venga fatta in parallelo e a Sud dell’A4, contro ogni principio di giustizia e di equità!

Avrebbero dovuto considerare gli enormi problemi e tutti i vincoli che l’Autostrada già rappresenta ogni giorno, per le molte imprese come la nostra, che furono già espropriate per

ben due volte dallo Stato! Non ci si venga a parlare ora di “nimby effect”! (foto 3)

verso Verona

La TAV non può uccidere un’Azienda così!

2

IL PROGETTO DELLA TAV BRESCIA/VERONA

Questa bozza è una proiezione abbastanza fedele del Progetto Originale che demolirà metà dell’Azienda!

La casetta in mattoni rossa (freccia) è la sala mungitura! Pensate alle ripercussioni sulla gestione!

La produzione di latte destinato al Grana padano richiede infatti il rispetto di parametri di qualità e di igiene assolutamente rigorosi, senza i quali il latte non viene nemmeno ritirato! I controlli sono sempre, giustamente, molto severi. Non è neanche immaginabile la sopravvivenza di un allevamento in mezzo alle polveri e alla terra, ai rumori e all’inquinamento elettromagnetico!

Non ci dicano che si potrebbe ricostruire tutto in parallelo e lungo l’Autostrada! C’è più di un motivo per cui un’Azienda agricola ha sempre una pianta più o meno quadrata, intorno ad un’aia centrale!

Ci sono pressanti necessità di controllo. Questioni di sicurezza, di potenziali pericoli, di possibili focolai di incendio da spegnere; e poi animali da tenere sempre sotto controllo; in un’Azienda Zootecnica tutto deve sempre essere a portata di vista!

Noi ci aspettiamo che venga accolta la seconda parte della Prescrizione Regionale che ci riguarda.

Solo il prolungamento della Galleria Naturale ci potrebbe infatti salvare: “Si prescrive di ridurre al massimo le lavorazioni della Galleria (nell’ordine di 10/12 mesi), in prossimità della cascina Serraglio, anche valutando a tal fine la possibilità (di) prolungare la galleria naturale”.

Basterebbero davvero poche centinaia di metri per salvare l’Azienda!

Il Progetto comporterà la chiusura inevitabile del nostro allevamento!

Causerà infatti il “soffocamento” dell’Azienda tra le due grandi vie di comunicazione; così saremo presi in mezzo e ci sarà impossibile proseguire nella gestione. La nostra vita quotidiana dipende poi dalle strutture che saranno demolite.

Non solo le stalle delle manze e dei vitelli; dei tori con le varie letamaie,ma anche tutti i silos per le materie prime e quelle strutture da noi definite “il mangimificio”, che servono per la preparazione della

razione quotidiana della mandria. (foto 4)

 

UNA VERA “ECCELLENZA” DELLA ZOOTECNIA BRESCIANA

In attesa dei dati ufficiali 2015, l’ANAFI (Associazione Allevatori Frisona) certifica che la “produzione media per capo” della Provincia di Brescia nell’anno 2014 è stata pari a 98,74 quintali di latte. Il Serraglio ha avuto nello stesso periodo una produzione media per capo di allevamento pari a 121,64 quintali, cioè il 123%! L’Azienda produce oltre un milione di Kg di latte all’anno.

Questo dato è naturalmente influenzato ogni anno, dal ciclo delle nascite che possono essere ovviamente di femmine o maschi. Oggi le vacche “in lattazione”, sono circa 120. La qualità dei nostri maschi dal punto di vista del profilo genetico, fa sì che ci sia poi anche una vendita di Tori da monta, particolarmente apprezzati dagli allevatori che preferiscono affidarsi ancora alla monta tradizionale.

Nella classifica italiana dei Tori commercializzati secondo i cosiddetti parametri genomici, un Toro del Serraglio si trova al 7° posto assoluto ed è al 3° posto fra i Tori nati e cresciuti in Italia.

 

La TAV non può uccidere un’Azienda così!

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Dopo l’eliminazione delle quote latte, qualsiasi nostro investimento per aumentare la produzione

del latte è oggi impedito dalla spada di Damocle della TAV.

Il Serraglio ha oggi 5 dipendenti, 3 dei quali vivono con le loro numerose famiglie all’interno dell’azienda. Nel tempo abbiamo meccanizzato tutte le principali attività, non solo per contenere i costi, ma anche per migliorare la qualità del lavoro. Il benessere della mandria è sempre stato al centro della nostra costante attenzione. Per fare un esempio, le stalle sono provviste di doccette temporizzate e di grandi ventilatori centrali per il ricircolo dell’aria estiva nelle corsie.

Attorno al Serraglio gira un importante indotto economico. In una azienda delle nostre dimensioni, la vita è sempre molto attiva. Pertanto Veterinari specializzati, elettricisti, fabbri, meccanici e falegnami. Sono molte le figure di professionisti e artigiani che a volte intervengono anche in situazioni urgenti.

L’ERRORE MACROSCOPICO DEL PROGETTO ORIGINALE

Siamo convinti che la Progettazione sia stata viziata all’origine, dall’errore di un “approccioorografico”. Cioè dalla rilevazione di un terreno agricolo prevalentemente pianeggiante, che però non considerò la vera natura dell’attività esistente. Solo così si può giustificare il numero abnorme di ettari espropriandi (circa 33 su un totale di 60 dell’Azienda). La verità è che un’Azienda Zootecnica non è una “normale” Azienda Agricola. Tanto vero che, nel corso di un’ispezione in loco, “una Task force” costituita da Tecnici di RFI, CEPAV2, e ITALFERR ci garantì subito una consistente riduzione delle nostre aree occupate; con l’impegno di uno studio alternativo per il prolungamento della Galleria naturale (si legga l’intervista al vice Sindaco di Desenzano su BresciaOggi del 4/12/2014).

E’ sin troppo ovvio infatti che un’Azienda Zootecnica non può sopravvivere senza i foraggi che produce nei suoi campi per alimentare la mandria! Confidiamo pertanto che la questione di tutti gli ettari espropriandi e della cantieristica, troverà una soluzione -per forza di cose- sensata.

Perché ci battiamo tanto per avere il Prolungamento della Galleria Naturale? Perché la TAV davanti a noi, passerebbe in una “Galleria artificiale”. Questa specie di galleria consiste in:

1) uno scavo profondo, per effettuare il quale si abbattono tutti gli immobili sovrastanti

2) sul fondo dello scavo, si posano delle “scatole” in cemento armato

3) all’interno delle scatole di cemento, si posano i binari

4) si ricopre poi tutto di terra, da qui deriva il nome di “galleria”, per l’appunto “artificiale”.

Bozza che esemplifica la sezione di una Galleria artificiale. (Foto 5)

La Galleria “artificiale” ci demolirebbe dunque metà Azienda e noi dovremmo chiudere

l’allevamento! Invece, una vera Galleria passa sotto la collina di Lonato! Questa è già lunga circa 5 km e si ferma proprio ai nostri confini. Non è una beffa? La TAV potrebbe passarci sotto! Ci assilla una domanda: quale Progettista può essere stato così cinico, da fermare proprio sul ns confine, questa “Galleria naturale”, decretando così la nostra fine? Ecco perché crediamo ad un errore!

La TAV non può uccidere un’Azienda così!

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LA BEFFA DELLA GALLERIA NATURALE CHE SI FERMA AI NOSTRI CONFINI!

Poche centinaia di metri di Galleria naturale in più salverebbero l’Azienda! (Foto 6)

N.B.: gli schizzi esemplificano il P.O.: la Galleria naturale sotto Lonato e quella artificiale a partire dal nostro confine!

Vogliono farne ora una questione di costi?

Non accetteremo che ci dicano: “Ora non si può più fare, perché costa di più!” Di più di che cosa?

Delle nostre quattro stalle? Della nostra Azienda? Di 65 anni del nostro lavoro? Qualcuno vuole

davvero farne una questione economica? Quand’è così, discutiamo allora dell’intero Progetto della TAV Brescia/Verona! A cosa serve? Miliardi e miliardi di euro di spesa pubblica per guadagnare -dati ufficiali - 14 Minuti di tempo? Questa è la vera follia, non la nostra richiesta di sopravvivere!

Per favore, partecipate tutti alla PETIZIONE compilando i dati necessari

come richiesto.

Perché la TAV non può uccidere un’Azienda così!

Tutte le petizioni pervenute entro la fine del mese di Luglio saranno portate all’attenzione del Ministro Graziano Delrio. Sappiate che non abbiamo un sito internet. Chi volesse ricevere ulteriori informazioni può scrivere all’indirizzo: serraglioazienda@gmail.com. Grazie mille!

 

 

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  • 30 December 20166. Gabriele Sangrigoli (non verificato)
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  • 01 May 20165. ACZ24
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  • 30 April 20164. vincenzo vismara
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  • 30 April 20163. robacco
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  • 29 April 20162. Italo Ghezzi
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  • 29 April 20161. Fulvia Brunner
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Fulvia BrunnerDa:
Business e AziendeIn:
Destinatario petizione:
Ministro Graziano Delrio

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