Il 25 ottobre 2010 sono stati ufficialmente apposti i sigilli alle porte del circolo ARCI “Blow Up” di Palermo.

Porte che in passato sono state incendiate, sigillate, riaperte e scassinate.
Le stesse porte che hanno accolto tutti. Chi rivendicava l’affermazione dei propri diritti e chi la difesa contro ogni discriminazione, dalle associazioni studentesche a quelle di volontariato, dall’Arcigay ad Emergency. Tra le prime porte a Palermo ad aprirsi ad Addiopizzo.

Il Blow Up è stato casa di studentesse e di studenti, di tantissimi artisti e dei giovani in generale di questa città, per molti dei quali ha rappresentato non solo un luogo di aggregazione, ma anche di crescita personale, sociale e culturale.
Questo spazio, ideato e costruito quasi dieci anni fa da giovani palermitani, con i tanti dibattiti, gli eventi e le iniziative, ha contribuito in questi anni alla promozione sociale e culturale in questa città, all’affermazione della cultura dell’antimafia e della legalità democratica.

Noi ci siamo formati negli anni delle stragi e del movimento antimafia. Coerentemente abbiamo fatto del rispetto delle Istituzioni e delle regole il fondamento principale del nostro impegno civico e non ci sottrarremo in nessun modo alle decisioni che prenderanno le autorità giudiziarie nei nostri confronti. Ma non possiamo subire in silenzio un provvedimento, a nostro avviso spropositato e intempestivo, perché giunto dopo più di cinque mesi dal sopralluogo della Polizia, che rischia di compromettere irrimediabilmente una realtà nella quale crediamo, che abbiamo faticosamente costruito, senza alcun contributo pubblico, e per la quale continueremo a lottare.

Chiudere il Blow Up vuol dire chiudere uno spazio libero, casa della musica e dei musicisti, dell’aggregazione, della socialità, del confronto.
In una città ripiombata in uno scuro medioevo, che spinge i giovani alla fuga o alla rassegnazione, chiudere il Blow Up vuol dire annientare un patrimonio di tutti, un’esperienza vera, fatta di tanta passione, fantasia, creatività, autonomia, libertà e voglia di mettersi in gioco. Riteniamo che sia anche un segnale che può scoraggiare tutti coloro che in futuro vorranno sperimentare spazi legali di promozione sociale e di impegno, investendo e rischiando su Palermo, per Palermo e i palermitani.
Per tanti il Blow Up ha rappresentato una certezza nel passato, un impegno nel presente e il speranza di un futuro migliore per questa città. Chiuderlo vuol dire anche chiudere le porte alle nostre certezze, al nostro impegno e alle nostre speranze.

Ora ci rivolgiamo a tutte le cittadine e a tutti i cittadini, alle organizzazioni e ai singoli, al mondo dell’arte, dello spettacolo e della cultura, dell’università e della scuola, ai rappresentanti delle istituzioni e a tutti coloro che ritengono che anche attraverso la difesa di ogni singolo spazio di libertà e di confronto passi la difesa dei diritti di tutti e si attui davvero la democrazia.

Questa è una battaglia di tutti.

I ragazzi del Circolo Arci Blow Up di Palermo

Lo sostengono:

Roy Paci (Musicista)
Boosta (Musicista)
Carlo Lucarelli (Giornalista)
Attilio Bolzoni (giornalista "La Repubblica")
Giuseppe Giulietti (Portavoce Articolo 21)
Santo Della Volpe (Giornalista TG3 e Artcolo 21)
Lidia Tilotta (giornalista RAI)
Rita Borsellino (Europarlamentare)
Rosario Crocetta (Europarlamentare)
Sergio Cofferati (Europarlamentare)
David Sassoli (Europarlamentare)
Sonia Alfano (Europarlamentare)
Paolo Beni (Presidente Nazionale ARCI)
Paolo Patanè (Presidente Nazionale Arcigay)
Valeria Ajovalasit (Presidente Nazionale Arcidonna)
Ilaria Lani (Resp. Nazionale Politiche Giovanili CGIL)
Italo Tripi (Presidente Progetto Sviluppo CGIL)
Sofia Sabatino (Portavoce Nazionale Rete degli Studenti)
Alessio Branciamore (Resp. Org. Nazionale UDU)
Fausto Raciti (Segretario Nazionale GD)
Simone Oggionni (Portavoce Nazionale Giovani Comunisti)
Claudio Fava (Segreteria Nazionale SEL)
Erasmo Palazzotto (Coordinamento Nazionale SEL)
Alessandra Siragusa (Parlamentare)
Tonino Russo (Parlamentare)
Pina Picierno (Parlamentare)
Anna Bucca (Presidente ARCI Sicilia)
Antonio Riolo (Segreteria CGIL Sicilia)
Giovanna Marano (Segretaria Generale FIOM CGIL Sicilia)
Giuseppe Lupo (Segretario PD Sicilia)
Antonello Cracolici (Capogruppo PD all’ARS)
Davide Faraone (Deputato all’ARS)
Antonella Monastra (Consigliere Comune Palermo)
Nadia Spallita (Consigliere Comune Palermo)
Fabrizio Ferrandelli (Consigliere Comune Palermo)
Salvo Lipari (Presidente ARCI Palermo)
Gianni Notari (Istituto Arupe)
Sergio Lima (Coordiantore Provinciale SEL Palermo)
Giovanni Pagano (Segretario Provinciale GD Palermo)
Aurelio Angelini (Università di Palermo)
Marcello Capetta (Muovipalermo)
Fausto Melluso (Senatore Accademico Università di Palermo)
Francesco Citarda (Presidente MDU)

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    Se premier va da Vespa,allora il futuro è uguale al passato!
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    Sex,crisi, Bung Bunga, altrove il premier si sarebbe dimesso
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    Discorso Berl alla camera,altrove premier si sarebbe dimesso
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    tagliano scuola e web,c vogliono ignoranti e disinformati
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    Privilegi della Casta, come si giustificano i parlamentari?
  • 03 August 20111134. Andries Griede (non verificato)
    don Milani:socialismo“il più alto tentativo dell' umanità di
  • 02 August 20111133. Umberto Raiola
    dare,anche su questa terra,giustizia e eguaglianza ai poveri
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    a differenza di A.daGiussano, è salita sul carro del despota
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    Galan come Giuda,x nn aiutar NA nega aiuti durante alluvione
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    LEGA,A ROMA BRUCIANO IL NOSTRO FUTURO,A PONTIDA BANDIERE PD
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    paesi Ocse spendono il5,7%del Pil sull’istruzione noi il 4.3
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    aderisco il 12 marzo divento 'Partigiano della conoscenza'
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  • 03 March 20111119. Sofia Monsalve
    la parola d’ordine cont il Berlusconismo è l'indignazione

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Mariangela Di GangiDa:
Giustizia, diritti e ordine pubblicoIn:

Sostenitori ufficiali della petizione:
IL BLOW - UP

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