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Proposte del Movimento No al Carbone

Premessa

Il territorio di Brindisi vive oggi una profonda contraddizione: è un territorio fortemente industrializzato, con la presenza del più grande polo chimico energetico probabilmente d'Europa e allo stesso tempo presenta pessimi indicatori socio economici quali tasso di disoccupazione, emigrazione di giovani, degrado ambientale( SIN, ordinanze sindacali, interventi della Magistratura...) con inevitabile ripercussioni in termini di salute pubblica.

Occorre quindi prendere atto che il modello di sviluppo basato sulle industrie chimico energetiche ha terminato la sua funzione progressiva nel nostro territorio ed oggi rappresenta un freno allo sviluppo dello stesso.

Basti pensare alle migliaia di ettari della zona di industriale che dovrebbero essere bonificati da aziende che vogliano investire a Brindisi o ai danni derivanti all'agricoltura provocati dall'inquinamento e dal proliferare selvaggio di impianti fotovoltaici ed eolici.

Inoltre i danni alla salute in termini economici rappresentano una esternalizzazione dei costi con ricadute negative sui redditi delle famiglie del territorio.

Con tali considerazioni non si vuole contrapporre due tifoserie industrialisti contro ambientalisti ma iniziare un ragionamento per individuare le modalità con le quali impostare un corretto rapporto tra industria e territorio.

Partendo dalle Convenzioni con l’Enel occorre quindi programmare un percorso che porti alla riconversione a Gas della centrale Enel di Cerano ed al contestuale ridimensionamento della produzione energetica.

In quest’ottica partendo dalla insostenibilità sia ambientale che per la salute dei cittadini delle due centrali a carbone a Brindisi e riprendendo quanto già disposto nella convenzione del 1996 riteniamo indispensabile avviare contestualmente un percorso che porti alla chiusura della centrale a carbone dell’Edipower a Costa Morena prevedendo l’impiego dei lavoratori della centrale stessa nei necessari lavori di smantellamento della centrale e con assorbimento degli stessi negli organici dell’Enel a Cerano.


Carbone

A partire dal 1 gennaio 2011 l’Enel ridurrà del 30% il consumo annuo del carbone nella centrale di Cerano. Tale riduzione è a valere sulla quantità di carbone dichiarata da Enel nella domanda di presentazione di Autorizzazione Integrata Ambientale circa 6 milioni di tonnellate. In tal modo per l’anno 2011 non si bruceranno nella centrale di Cerano più di 4 milioni di tonnellate di carbone.

Tale riduzione consentirà all’Enel la chiusura di un gruppo sui quattro tutt’oggi in esercizio e l’avvio di lavori di riconversione a gas per il gruppo non più in esercizio.

Negli anni successivi l’Enel diminuirà di 1 milione all’anno la quantità totale di carbone utilizzata compensando l’energia in meno prodotta da combustione di carbone con l’avvio in esercizio di gruppi a gas metano.

A partire dal 1 gennaio 2017 l’impianto sarà convertito completamente a gas con una potenza totale non superiore ai 2000 MW.

La qualità del carbone da bruciare deve essere quella con il minor contenuto di zolfo, cioè pari allo 0,1%.

Nella centrale Enel di Cerano si potrà utilizzare esclusivamente gas metano e carbone. Quest’ultimo solo fino al 1 gennaio 2017. Pertanto altri combustibili quali Olio o CDR non potranno essere impiegati . Inoltre Enel provvederà alla bonifica dei terreni inquinati intorno alla centrale di Cerano ed al termine della fase di conversione a gas dell’impianto ovvero a partire dal 1 gennaio 2017 provvederà alla rimozione del nastro trasportatore di carbone.

ENEL si impegna ad adottare le migliori tecnologie disponibili per ambientalizzare la centrale di Cerano : sistema di combustione del carbone gasificato, Filtri a manica elettrostatici , impianto di cristallizzazione per l’eliminazione dello scarico dei reflui liquidi , denitrificatori, desolforatori ecc… Si impegna altresì a realizzare, entro 18 mesi dalla firma di questa convenzione, un carbonile coperto interamente automatizzato e depressurizzato per la movimentazione del carbone.

Si evidenzia come tali misure supportate da investimenti dell'Enel per il miglioramento del rendimento della centrale ( rendimento attuale 35% da incrementare al 40%) non comprometterebbero la capacità produttiva in termini di energia elettrica prodotta dall'Enel, ma consentirebbero di produrre la stessa quantità di energia con minor consumo di carbone ( interventi sul rendimento della centrale e potere calorifico del carbone) e minori emissioni ( basso contenuto di zolfo).

Emissioni

Per tutte le emissioni, in aria, acqua ed al suolo occorre fare riferimento ai livelli di concentrazione degli inquinanti previsti dall'applicazione delle Migliori Tecnologie Disponibili previste dai documenti della Commissione Europea , Large Combustion Plant. In Tabella i valori di concentrazione ottenibili al camino dei principali inquinanti in seguito alla applicazioni delle MTD suddette.

In particolare nelle convenzioni devono essere esplicitati tali valori di concentrazione per l'emissione degli inquinanti per Polveri sottili, Nox, SO2, Ammoniaca, CO, HCL, HF.

I valori devono essere valutati come medie giornaliere su base oraria.

MTD

Polveri Totalin 5- 20 mg / N m3

NOx 90-200 mg / N m3

SO2 20 - 200 mg / N m3

CO 30 - 50 mg / N m3

NH4 < 5 mg / N m3

Carbonile Coperto ed opere di ambientalizzazione

Tali opere sono dovute e non merce di scambio sul tavolo delle convenzioni.

Il carbonile coperto deve essere realizzato in 18 mesi come previsto dal parere istruttorio della commissione tecnica dell'AIA .

All'interno delle convenzioni deve essere stabilito che la forza lavoro impiegata per la realizzazione delle opere deve essere almeno per l'80% del territorio Brindisino.


CDR

Il ciclo dei rifiuti deve essere basato su una strategia Rifiuti Zero, impostata su una raccolta differenziata spinta porta a porta, con realizzazione di impianti di compostaggio per la frazione umida-organica e riciclo e riuso di materiali quali il vetro, la plastica , la carta e cartone.

Tale gestione del ciclo dei rifiuti rappresenta una opportunità di sviluppo e lavoro per la nostra città.

E’ quindi assolutamente da scartare qualsiasi soluzione che preveda l’incenerimento dei rifiuti siano essi tal quale o nella forma di CDR, in qualsiasi impianto sia esso la centrale termoelettrica di Cerano che un termovalorizzatore.



Edipower, Costa Morena.

Nel porto di Brindisi presso Costa Morena è presente la seconda, per dimensioni, centrale termoelettrica a carbone di Brindisi attualmente gestita dall'Edipower. Tale centrale secondo le convenzioni del 1996 doveva essere trasformata a gas e quindi chiusa.

Oggi invece usa carbone in due gruppi senza essere dotata di desolforatori, ha impianti vecchissimi, un carbonile scoperto sequestrato. Ha un rendimento molto basso circa il 33% di molto inferiore a quello ottenibile con l'applicazione delle Migliori Teconologie Disponibili ( MTD ) individuate dalla Commissione Europea.

Nella domanda per l'AIA presentata dal gestore non vi è traccia di investimenti né per incrementare il rendimento né per la messa in opera di desolforatori.

Queste insieme ad altre considerazioni ci spingono a chiedere la conversione a gas della centrale ( il gestore ha effettuato la richiesta ed ottenuto la VIA ) o la sua chiusura con clausole di salvaguardia per l'occupazione .

Riteniamo che la chiusura dell'impianto, l'avviamento dei lavori di smantellamento e bonifica del sito, siano occasione di lavoro per molti anni, al termine dei quali si restituirebbe Costa Morena al porto di Brindisi finalmente disponibile per lo sviluppo di attività portuali oggi impedite.

L'insieme delle misure: chiusura Edipower, lavori di recupero del sito, rappresentano occasione di sviluppo con ricadute positive per il territorio.



Indagini Epidemiologiche

La presenza del più grande polo chimico energetico d'Europa impone la realizzazione di indagini epidemiologiche che chiariscano lo stato di salute complessivo delle popolazioni del territorio.

Pensiamo a qualcosa che vada oltre un registro tumori ma che indaghi su tutte le patologie ( cardiovascolari, autoimmuni ecc... )

Tale indagine deve essere finanziata dal governo e dalla regione avvalendosi di ASL , Università ed enti di ricerca pubblici.


Osservatorio Salute e Ambiente

Viene istituito un Osservatorio Salute e Ambiente con sede a Brindisi con lo scopo di promuovere e coordinare tutte le attività necessarie alla valutazione dello stato ambientale e sanitario del comprensorio, attraverso l'analisi dei livelli complessivi degli inquinanti dell'area e lo studio delle. ricadute sulle popolazioni salentine.

All’ osservatorio Ambientale l'Enel deve riportare periodicamente, con cadenza mensile, le informazioni relativamente ai quantitativi di carbone utilizzati, qualità dello stesso, per consentire la verifica delle prescrizioni richieste.



L’ Osservatorio si avvarrà del supporto tecnico-scientifico di organismi ed enti di ricerca pubblici per la promozione di :

* Campagne di monitoraggio ambientale, epidemiologiche e tossicologiche sul territorio con informazione ai cittadini;
* Studio e ricerca di tecnologie e tecniche per la riduzione degli inquinanti e le bonifiche degli ambienti inquinati;
*

Raccolta di dati scientifici di settore in ambito nazionale e internazionale.
Faranno parte dell'Osservatorio rappresentanti della Regione Puglia, della Provincia di Brindisi, del Comune di Brindisi, della Asl Brindisi, dell'Arpa, dell'Autorità Portuale, (degli Ordini professionali) dell’Università del Salento e degli Enti Pubblici di ricerca presenti sul territorio salentino (Istituti CNR, ENEA) nonché delle associazioni ambientaliste e di altri eventuali enti nazionali di rilevanza scientifica.

Il Sindaco di Brindisi, previo parere dell'Osservatorio, ha il potere di porre sanzioni che potranno arrivare anche ad inibire il funzionamento della centrale di Cerano ove l'Enel ponga in essere inadempienze in tema di limiti di emissioni superando i parametri massimi previsti in quantità o in concentrazione , nonché in tema di inadempienze per la tutela ambientale e di uso del combustibile, limitatamente a quanto di competenza di Enel


Sviluppo imprenditoria Locale

Per la manutenzione dell’impianto in esercizio e per tutti i lavori necessari per la riconversione a gas dell’impianto, ENEL si impegna ad attuare iniziative che possano portare al massimo coinvolgimento di imprese locali

Inoltre Enel si impegna a non ridurre gli attuali livelli occupazionali della centrale. Per ulteriori nuove assunzioni che la riconversione dell’impianto e l’esercizio della centrale richiederà, ENEL si impegna ad utilizzare manodopera locale.

Tali problematiche saranno discusse all’interno dell’Osservatorio Provinciale del Lavoro istituito presso la Provincia di Brindisi.


Interventi Compensativi

In considerazione del notevole impatto ambientale prodotto dalla centrale di Cerano negli oltre venti anni di esercizio e dei danni che essa produrrà nei prossimi anni, si ritiene indispensabile definire delle misure compensative, anche economiche, per il danno subito dal territorio.

Vista la dimensione dell’impianto , che attualmente ha una potenza elettrica di 2660 MW e l’enorme quantità di carbone bruciato , si ritiene di quantificare in 21 milioni di euro annui la misura economica compensativa

Tale somma verrà versata dall’Enel ogni anno in misura di 7 milioni di euro al Comune di Brindisi e 7 milioni di euro alla Provincia di Brindisi, 7 milioni di euro alla ASL.

Tale cifra verrà impegnata dagli enti locali per azioni aventi una forte ricaduta sociale quali:

* corsi di formazione retribuiti per disoccupati;
* incentivi per l’imprenditorialità giovanile mediante il finanziamento di micro imprese e cooperative lavoro;
* investimenti nella tecnologia biomedica per la diagnosi e la cura delle malattie ambientali (cardiovascolari, tumorali, endocrine, ecc).

L’Enel inoltre finanzierà con un contributo una tantum di 2 milioni di euro per la realizzazione della sede Universitaria di Brindisi in cui riunire le sedi distaccate dell’Università di Bari e del Salento , inoltre erogherà un contributo annuo ( aggiornato negli anni successivi secondo i dati Istat) di 500 mila euro per le spese di funzionamento e gestione del Polo Universitario di Brindisi.

L’Enel installerà sui tetti di 15 scuole di Brindisi pannelli fotovoltaici per 250 KW che verranno ceduti a titolo gratuito al comune di Brindisi il quale potrà usufruire dei proventi derivanti dalla vendita dell’energia prodotta.

L’Enel provvederà all’abbattimento degli edifici di sua proprietà siti in via Bastioni San Giorgio, restituendo alla città uno spazio fruibile in prossimità delle antiche mure.


EniPower

Oltre le due centrali termoelettriche a carbone a Brindisi è presente una terza centrale a turbogas.

Occorre immediatamente aprire un tavolo di convenzioni anche con il gestore di tale impianto per prevedere controlli sulle emissioni e quantificare un ritorno economico per il nostro territorio commisurato al giro d’affari di tale impianto.


Moratoria

Riteniamo che in termini di produzione energetica questo territorio abbia già dato parecchio pagando un prezzo elevatissimo in termini di degrado ambientale e salute pubblica.

Pertanto si ritiene che il territorio non sia più utilizzabile per nuovi impianti energetici siano essi a biomasse, fotovoltaici , eolici.

Siamo favorevoli allo sviluppo delle rinnovabili per l'autoproduzione e l'autoconsumo, mentre occorre fermare lo scempio dei parchi fotovoltaici ed eolici che ormai devastano le nostre campagne.

Occorre quindi fissare un tetto alla produzione di energia ed avviare una moratoria che blocchi tutti i permessi per nuovi insediamenti energetici biomasse (a partire dalla SFIR e Brundisium ) fotovoltaico ed eolico .

Movimento No al carbone Brindisi

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brindisi, convenzioni, enel, no al carbone

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